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La prescrizione



LA PRESCRIZIONE DEL REATO .

Il criminale , cioè colui che ha realmente commesso il reato , vuole che il processo duri più a lungo possibile e che nel frattempo scatti la prescrizione , in modo tale da evitare la sentenza di condanna , divenendo il reato prescritto. Quindi è abbastanza chiaro che chi ha commesso un reato voglia opporsi ( insieme al suo avvocato ) nei confronti di chi invece vuole che il colpevole del reato sia punito attraverso un processo che deve essere definito nei tempi giusti ( né troppo lunghi , né troppo brevi ) e che non debba esservi la prescrizione a interrompere un processo che sta svolgendosi nei tempi necessari .

 In conclusione , la prescrizione è un istituto necessario , ma deve essere applicato non in modo strumentale , cioè come una tagliola che interrompe un processo che sta svolgendosi in tempi non eccessivamente lunghi e che peraltro sono necessari per garantire gli stessi diritti di chi vuole avere una sentenza giusta essendo un imputato ancora da giudicare.

 Pertanto , in osservanza a quanto previsto dalla Costituzione , agli artt. 24 , 27 e 111 , per avere un giusto processo e una giusta sentenza , è necessario che l’esercizio della “ Giustizia “ sia svolto secondo procedure e norme , nonché con un’organizzazione dell’apparato giudiziario, di personale e mezzi , tali  che consentano un  iter processuale ( indagini e udienze del processo ) il più veloce e snello possibile, compatibilmente con la esigenza di garantire nei confronti delle parti del processo ( imputato e parte offesa )  la difesa e la tutela dei propri rispettivi diritti , ivi compresa la “ prescrizione “ .

Infatti , la “ prescrizione “  ci deve essere e deve essere applicata opportunamente allorquando i tempi processuali si manifestino comunque troppo lunghi e tali da determinare che una “giustizia ritardata” diventi una “ giustizia denegata “ .

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