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La politica dissennata



LA POLITICA DISSENNATA 

( Quando il popolo non vuole capire )


La politica dissennata è stata quella degli anni 0ttanta/novanta (Craxi/Berlusconi ) quando lo sperpero dei soldi pubblici e favoritismi a compagni ed amici hanno provocato enormi buchi nelle casse dello Stato , arricchendo parecchie persone , fra politici , imprenditori , affaristi di vario genere , peraltro sostenuti da un popolo votante (ingenuo , ma non troppo ) .

La politica continua ad esserlo , dissennata , anche in anni e governi successivi , quando in ambito pubblico si perseguono affari speculativi di carattere privato , si effettuano spese improduttive al solo scopo di ottenere consensi elettorali , quando fenomeni di corruzione e illegalità diventano sistema.

Adesso , le conseguenze le stanno pagando i più deboli , tutti coloro che hanno sempre cercato di lavorare in onestà e correttezza , ma che non riescono più a sostenere il peso delle misure fiscali impositive e del costo della vita ,sproporzionate, eccessive rispetto ad una situazione generale del Paese , delle piccole e medie aziende , ma anche a livello di comparto industriale , chiaramente depressa e improduttiva.

Ora , l'unico possibile rimedio per evitare il tracollo finanziario è quello di una politica non solo seria e rigorosa nei conti pubblici , ma anche inflessibile e determinata a colpire tutti gli abusi , i tentativi di sprechi , le infiltrazioni criminali , e invece incentivare e promuovere iniziative produttive , specie giovanili , voler riconoscere che il fallimento socio-economico è generato anche da una crisi dei valori sociali ed umani , da una perdita di capacità responsabile nell'educare i comportamenti verso una vita umanamente più produttiva , invece che economicamente consumistica.

Non vi potrà mai essere “trasparenza “ negli atti pubblici , e conseguentemente correttezza e legalità , sino a quando non verranno rimossi i fattori inquinanti degli interessi privati individuali e di gruppi , agevolati dalla mancanza dei dovuti controlli istituzionali , sino a quando dovrà anche cambiare la     “ coscienza collettiva” della cittadinanza , attraverso la ripresa dei valori e dei doveri sociali, del suo ruolo e dei suoi diritti nei confronti di una politica auto referenziante , fin troppo abituata negli anni a gestire il potere per fini propri , ma sempre in nome e per conto del Popolo, disconoscendo e mortificando , in modo irresponsabile , i valori di civiltà , di arte , di cultura , costruiti nei secoli , anche con il sacrificio di tante vite umane .

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